Una piazza sospesa tra le case popolari
CODE-M, l’ultima realizzazione dello studio ZEDAPLUS architetti a Montesilvano in provincia di Pescara, dà vita ad un nuovo ecosistema urbano che punti a vivacizzare la vita comunitaria grazie a spazi pubblici polifunzionali e condivisi a servizio sia dei nuovi residenti sia della comunità locale. In questo la piazza sospesa che caratterizza il nuovo edificio e le aree attrezzate che lo circondano, giocano un ruolo determinate per l’incontro e la nascita di nuove comunità urbane capaci di cura reciproca.
Foto: Michele Boccia.
CODE-M rientra nei progetti di rigenerazione urbana e sociale che ZEDAPLUS architetti ha sviluppato negli ultimi anni su alcuni quartieri popolari della città di Pescara, nel più ampio progetto di ricerca chiamato CODICI URBANI, per conto ed in collaborazione con l’ATER di Pescara. File rouge è l’idea di “disordine”: i progetti nascono in contrasto all’ordine e controllo sociale imposto ai quartieri popolari, monofunzionali, rigidi e chiusi ad ogni forma di esperienza umana e sociale e mirano a creare dei sistemi aperti e flessibili, porosi e permeabili, dove possono incontrarsi insiemi diversi di persone.
Foto: Michele Boccia.
Il tema della casa economica e popolare è stata l’occasione per misurarsi con una responsabilità professionale e, soprattutto, umana e sociale. Sinonimo di concetti come bene comune e comunità, il quartiere popolare doveva caratterizzarsi non solo per offrire alle famiglie abitazioni, ma anche attrezzature e spazi comuni da condividere per renderli interessanti al resto della città che li ospitava. La mancata o tardiva realizzazione di questi elementi indispensabili alla vita di comunità, però, col tempo ha portato questi quartieri al fallimento: gli spazi di relazione e di comunità non sono mai riusciti a diventare luoghi relazionali e di condivisione come immaginato inizialmente.
Foto: Michele Boccia.
A partire dall’approccio teorico, umano e sociale, alla base della progettazione dei primi quartieri popolari “autosufficienti”, l’edificio CODE-M è stato pensato come nuovo sistema urbano, inserendo tra lo spazio privato della residenza e quello esterno, spazi pubblici polifunzionali e condivisi a servizio sia dei nuovi residenti sia della comunità locale, a sostegno della vivacità socio-comunitaria del quartiere.
Piante.
Il nuovo edificio, posizionato su viale Europa all’incrocio con via Emilia, è parte di un piccolo quartiere popolare composto da sei edifici di proprietà dell’ATER Pescara. L’area è caratterizzata da un’edilizia quasi esclusivamente residenziale intervallata da strutture turistico-ricettive, tipico delle città di mare, che ha evitato negli anni la realizzazione di spazi pubblici destinati alla collettività di quartiere.
Per sopperire a queste mancanze il progetto ha l’obitettivo di costruire nuovi contesti sociali ed urbani, realizzando spazi di condivisione accessibili all’intera comunità e capaci di accogliere e gestire la presenza di dissonanze culturali, etniche e sociali, facilitando la nascita di nuove comunità più complesse e capaci di cura reciproca: luoghi apparentemente incompleti e disordinati, ma resi interessanti dall’esperienza umana e sociale.
Foto: Michele Boccia.
CODE-M, in sostituzione dell’unico edificio del complesso oramai inagibile da anni, è stato pensato come un sistema aperto, un nuovo ecosistema urbano che ospiterà non solo nuove residenze sociali, ma anche inediti spazi pubblici ad uso collettivo come gli spazi verdi a livello strada e, a coronamento dell’edificio, una piazza sospesa multifunzionale, che vuole essere un nuovo punto di incontro per le persone di tutte le età, capace di modificare i contenuti relazionali nel tempo generando nuove dinamiche urbane.
La morfologia dell’architettura esplicita chiaramente l’intenzione di conferire una dimensione urbana e sociale agli spazi dell’abitare: uno spazio di vicinato che si lascia permeare dalle dinamiche di quartiere.
Foto: Michele Boccia.
Il volume principale si presenta come un corpo dalla struttura compatta, svuotato in copertura per ospitare la piazza sospesa. Questo spazio, urbano e intimo allo stesso tempo, si presta ad accogliere usi spontanei e momenti di convivialità più strutturati. Dotata di elementi per il gioco e il relax, per la musica e l’intrattenimento, la copertura è pensata come uno spazio ibrido ad uso dei residenti e dell’intero quartiere, pronta ad ospitare qualsiasi iniziativa, da un concerto jazz a una lezione di yoga mattutina. Una nuova centralità dove costruire relazioni, incontri e conversazioni. Il layout è aperto e multifunzionale. Lo spazio mutevole. Un luogo che cambia ogni giorno a seconda di chi lo vive nella quotidianità sfumando i confini tra la dimensione privata e quella pubblica.
È proprio l’uso di questi spazi comuni e le relazioni che si instaureranno tra le persone che andranno a plasmare l’architettura adattandola all’evoluzione della comunità.
La piazza sospesa.
Di una brillante sfumatura che va dal giallo al rosso, il nuovo volume reinterpreta il tema dell’abitazione popolare e ridefinisce il concetto del vivere insieme proponendo un’architettura delle relazioni dalla forma ibrida e porosa in grado di mutare al cambiare delle esigenze della comunità. L’intervento, infatti, si inserisce nel contesto generando un codice cromatico lineare in continuità con gli edifici esistenti. Questo codice cromatico non solo aggiunge un tocco visivo distintivo, ma crea anche un gioco di luci e ombre che anima e disegna gli spazi esterni, sia in facciata che in copertura. L’interazione tra i colori e l’architettura è pensata per favorire un ambiente accogliente e stimolante per la comunità, conferendo una nuova identità al quartiere e al paesaggio urbano.
Foto: Michele Boccia.
Con CODE-M il quartiere si arricchisce di un punto di aggregazione e socializzazione dinamico e permeabile in grado di attivare relazioni e incontri per la vita urbana di quartiere attraverso un ampio ventaglio di forme spaziali aperte che consentirà una notevole diversità di luoghi di relazione tra le persone, tanti modi di stare assieme nello spazio condiviso.
Foto: Michele Boccia.
Temi come cura, condivisione, prossimità dimostrano come l’architettura e i suoi spazi comuni creano un linguaggio architettonico accogliente e dinamico, che si integra armoniosamente con il tessuto urbano esistente, favorendo la creazione di un senso di luogo, un paesaggio che integra la dimensione umana nel contesto abitativo urbano.
Foto: Michele Boccia.